Uzbekistan / tessere nella steppa

Cupole costolonate decorate con scritte cufiche e fiori geometrici. I 18 metri del di uno dei corpi del profeta Daniele. Ulug Bek e finalmente le stelle viste con precisione millimetrica.

La tomba di Tamerlano e gli incanti delle volte dorate con un palo su cui è appesa la criniera di un cavallo. Funamboli e saltimbanco prezzolati nell’abbandonata madrasa di Khiva. Matrimoni con principesse orientali e anonimi sposi.

Anziani che si ritrovano in moschea simili ad anziani che si ritrovano in chiesa. L’isolata Sardoba Rabati Malik Caravanserai vicino all’aeroporto commerciale di Navoiy. Gli altissimi pali di legno delle antiche moschee e la pelle di cammello tra colonna e basamento marmoreo.

Madrase antiche abbandonate o riconvertite in bazar turistici. Le mura e gli Ark, gli antichi castelli. Bazar di un tempo e di oggi, da quelli di Bukhara al Siab di Samarcanda o al Chorsu di Taskent. I ristoranti in stile impero russo, dove si balla e si sente musica etnica e in cui si entra elegantissimi. Tassisti con cui ci si comprende sempre, e che corrono.

L’Uzbekistan un dono da conservare e far conoscere.

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