Marocco / regno d’Occidente

L’incontro con il Marocco è certamente esperienza unica: le antiche città imperiali ancora cinta delle originali mura medievali, i colori forti della sua aspra terra, la sua gente, la sua ricca storia.
Dell’esperienza marocchina, descritta attraverso le immagini colte in un viaggio intenso, ciò che ho cercato di suscitare e condividere con il lettore sono: l’intensa luce atlantica delle aree vicine al mare, il frastuono delle kasbe assolate, l’acre percezione olfattiva delle manifattura di tintura delle pelli di Fes, il senso di solitudine della catena montuosa dell’Atlante, le metafisiche e sospese città di fango pre-desertiche, la vivacità delle piazze e dei millenari Suq, le fiere ed imponenti mura di moschee, palazzi, fortezze, il caos del vivere quotidiano.
Fissi nella mia memoria sono ancora alcuni momenti.
Un anziano nella kasbah di Rabat che, acquistato da un ambulante un pesce arrostito, lo mise intero in un panino e iniziò a gustarselo avidamente, dopo averlo avvolto con cura in un foglio di giornale.
Altro momento intenso fu la magia del tardo pomeriggio di Porta Bab El-Had, sempre a Rabat, dove si incontravano tutti i cittadini per la consueta passeggiata e chiacchierata.
Come dimenticare il tajine di cous cous gustato a Ouarzazate dopo una notte convulsa e il lungo attraversamento della catena dell’Atlante con un pulmino, desideroso di arrivare alle porte del Sahara. Il perdersi nel labirinto di vicoli di Fes o curiosare tra i venditori di piazza Jemaâ El Fna a Marrakech.
E in ultimo, lo stupore dinanzi all’altissimo e maestoso minareto della moschea di Hassan II a Casablanca, ritagliata in un cielo blu e terso.

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