Iran / perso in Persia

La Persia è Persia, null’altro !
L’esperienza personale d’incontro con questo luogo, nata dall’indagine storico-artistica dei siti bizantini del Caucaso e quindi del West Azerbaijan iraniano, dove si trovano gli spettacolari monasteri di San Taddeo e Santo Stefano, mi ha spalancato sguardo e soprattutto cuore nei confronti di un paese, per me fino ad allora – lo confesso – poco conosciuto e in parte oscuro.
Gli studi classici mi dicevano di grandezza, di forte personalità, di enorme cultura. Le cronache moderne parlavano d’altro.
Ma la curiosità che è la mamma della scienza, è il vero motore della cultura e dell’incontro con essa e con chi la genera, e quindi ecco l’esito, molto limitatamente affidato a questo progetto fotografico, che non potrà mai esprimere la ricchezza di immagini, di luoghi e di sguardi, impossibile, anzi inutile catalogare, perché vanno oltre la generosità.
L’incontro con l’Iran, con quella Persia dei miei studi, è stato rivoluzionario, a partire dall’umanità. Un’umanità che non ho mai trovato altrove: sorridente, generosa, curiosa, fiera e lealmente amica.
Gli aggettivi sono “pesanti”, ma corrispondono realmente ad un popolo, ad una cultura tesa all’altro e quindi dono a cui offrire.
E questa generosità inaspettata è proseguita nella sua terra, nelle sue montagne aspre, nei suoi altopiani desertici, nelle infinite sfumature della terra e nei giochi orografici che la contraddistinguono, dai monti Elburz al Damavand, dal Caucaso ai monti Zagros, fino alle zone desertiche centrali.
Quella grande storia, poi, si tocca con mano e incanta nelle grandi architetture delle moschee di Isfahan, Shiraz, Yazd, Tabriz, nelle antiche città di Persepoli o Pasargarde, nelle architetture della contemporaneità, nei grattacieli di Teheran, nell infrastrutture dell’intero paese, nei Bazar storici, nei raffinati Musei.
Ogni cosa in Iran richiama ad un istintivo desiderio di incontro e di offerta, che non può essere che sinonimo di grande cultura e quindi apertura. Non si può fare altro che rimanere affascinanti, e desiderare di più, conoscere di più e lasciarsi coinvolgere, senza categorie, dimenticando le nostre personali classificazioni, e ancora di più quelle imposte.
L’incontro con la Persia fa perdere molti dei pregiudizi e li sostituisce con sorprese inaspettate nelle modalità espressive, ma di cui in realtà abbiamo già dei segni se pensiamo con attenzione quale grande cultura li custodisce.

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