India (una giornata d’autunno Delhi)

Primi giorni d’autunno, un caldo umido penetrante ed insistente, soprattutto perché entra nelle narici violento e accompagnato dagli odori acri di umanità, gas di scarico e polvere. Il gioco al suicidio che consta nel passare dalla strada a locali con l’aria condizionata al massimo, avrà il suo effetto qualche giorno dopo: una leggera bronchite.
Il sole pallido e l’atmosfera sempre caliginosa, mai tersa, sono attraversati da centinaia e centinaia di rapaci che solcano il cielo alla stregua familiare dei nostri piccioni. E a terra, l’umanità, espressa in tutte le su forme e varietà sociali e di casta, vestita di abiti multicolori o di stracci luridi, di giacche all’occidentale o con lunghe tuniche bianche.
Distanti tra loro, intervallati da lunghissimi viali verdi o da parchi, i templi sempre affollati raccontano di un passato sempre presente e al contempo lontano, glorie di dominazioni diverse e poteri signorili fastosi.
Branchi di scimmie a Connaught Place camminano tutti insieme sui cornicioni dei palazzi amministrativi, mentre più giù masse di persone, freneticamente, acquistano nei mercatini, conquistano cibo nei baracchini improvvisati, parlano al cellulare di ultima generazione, attendono tuc tuc rilucenti, dormono su un marciapiede.
Delhi è sintesi dell’India, o delle molte Indie. Splendido il brano con cui Pier Paolo Pasolini saluta la città, nel suo “L’odore dell’India” del 1961, scritto in occasione del suo viaggio con Moravia ed Elsa Morante.
“Addio Delhi. Con un dolce peso di piacere dentro il corpo, piacere per il lungo viaggio che ci attende, partiamo nel fresco lino dell’alba, col sole slavato sui giardini, i bungalow, i grandi viali della città-ministero, della città-ambasciata, della città-cocktail. (Povera città, in cui gli aspetti occidentali sprofondano irrimediabilmente nella malinconia degli spazi troppo immensi in cui c’è sempre un derelitto banjan con le sue radici al vento, un cane, un miserabile: a testimoniare l’invincibilità di una miseria). Addio Delhi”.

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