Francia / Chartres: al cospetto di Dio

Quando l’uomo ha guardato verso l’alto ha voluto costruire una scala per raggiungere Dio.

La cattedrale di Chartres è forse la scala più bella, dove ogni gradino è richiamo continuo a ciò che si desidera toccare, abbracciare. In cui fondersi.

I Suoi testimoni sono di pietra, severi e allo stesso tempo confortanti. Si affastellano rendendo ogni cosa fluttuante, in costante movimento, verticale, come una guglia verso l’Infinito.

E poi c’è la luce, quella delle grandi vetrate che filtrano la luce e la trasformano in mille colori, quelli della meditazione, quelli degli esempi, quelli del Signore.

L’incanto della perfezione gotica. Un tripudio per gli occhi grazie alla splendida architettura e ancor di più per la teoria scultorea assolutamente unica.

Costruito da Fulberto fu distrutto da un incendio nel 1194, ma venne immediatamente ricostruito. I lavori finirono verso il 1254. Nel 1513 venne aggiunta la torre di Nord-Est, la Clocher Neuf.
L’interno, con la navata centrale alta 37 metri, è di un’eleganza armoniosa assoluta, insieme alla facciata occidentale con la Portale Reale, le cui sculture della metà del XII secolo, scampate all’incendio del 1194, rappresentano il più sublime momento artistico di transizione tra stile romanico e gotico. Totalmente gotiche invece le facciate dei transetti: degli anni 1224-1250 quella meridionale con sculture raffiguranti il Nuovo Testamento, relative il Giudizio Universale. Il portale settentrionale è dedicato all’Antico Testamento e alla venuta di Cristo, con lo spettacolare gruppo scultoreo della Creazione.
Eccezionali le vetrate policrome del XIII secolo, dove si può ammirare il famoso blu di Chartres.

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