Francia / aromi di Provenza e Linguadoca

Il sud della Francia impone cliché, immagini per certi versi stereotipate della propria bellezza artistica, monumentale, paesaggistica e naturalistica. Ecco un ulteriore contributo, non solo a conferma dell’incanto di questa terra, ma anche di quei temi che nell’immaginario collettivo rimandano immediatamente alle terre di Provenza e della Linguadoca.
Emerge distintamente, più che in molti luoghi, l’imponenza della cultura romana, lì dove vi era il capoluogo della lunghissima via consolare romana Aurelia: Arles. Il grandissimo teatro di Orange, l’altrettanto maestoso acquedotto di Pont du Gard, gli anfiteatri di Nimes e Arles, la Maison Carrè sempre a Nimes, sono testimoni integri e silenziosi del glorioso passato romano. Così come le splendide testimonianze romaniche dell’abbazia di Senanque, del Battistero di Frejus, di Saintes-Maries-de-la-Mer o dei capolavori scolpiti di Saint-Trophime ad Arles e Saint Gilles; il gotico Avignonese, di Aix-en-Provence e di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume.
E poi gli splendidi colori della natura, dal rosso dell’Esterel al giallo oro delle mimose, dall’indaco alle sfumature di viola delle finestre, dalla lavanda dei campi fioriti ai colori pastello delle case marine, dal rosso passionale della corrida di Arles al grigio scuro degli antichi castelli e chiese medievali.
Certamente una delle cose che rimangono più impresse di queste due splendide terre del Sud sono il silenzio incantato dei borghi notturni, il pacifico scorrere del tempo, la gioia del colore e la grazia composta del passato.
Come tutto ciò non ha potuto ispirare un artista ?

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